Descrizione
Rendere il Piano regolatore generale più aggiornato, preciso e coerente con le trasformazioni già avvenute sul territorio. È l’obiettivo della variante non sostanziale al PRG per le opere pubbliche, adottata preliminarmente dal Consiglio comunale di Lavis nella seduta del 21 luglio 2026, con il voto favorevole di tutti i 16 consiglieri presenti.
Si tratta di una variante prevalentemente tecnica, frutto di un lavoro avviato da circa un anno e mezzo. Il provvedimento non costituisce una revisione generale del Piano regolatore, ma aggiorna la cartografia, recepisce opere già realizzate, elimina previsioni ormai superate e corregge alcuni errori materiali emersi nell’applicazione quotidiana dello strumento urbanistico.
«Il PRG è uno strumento complesso, che deve essere periodicamente aggiornato per rappresentare in maniera corretta il territorio – ha spiegato il sindaco Luca Paolazzi –. Questa variante recepisce opere pubbliche e trasformazioni già intervenute, adegua le norme alle disposizioni provinciali e consente agli uffici e ai cittadini di lavorare su una cartografia più chiara e attuale».
Opere pubbliche, viabilità e percorsi ciclopedonali
Una parte significativa della variante riguarda il riordino delle infrastrutture pubbliche e della rete ciclopedonale. Vengono rappresentate correttamente opere già realizzate, come la nuova stazione della ferrovia Trento-Malé e la bretella di via Galilei nella zona industriale, mentre sono eliminate o riposizionate alcune previsioni non più attuabili.
Fra gli interventi inseriti figura anche il prolungamento di via del Carmine verso via Lungo Avisio, previsto nell’ambito del progetto per la soppressione del passaggio a livello.
La variante aggiorna inoltre diversi tratti ciclabili e pedonali: vengono recepiti percorsi già esistenti, corretti tracciati che non corrispondevano alla situazione reale e inseriti alcuni collegamenti mancanti. Tra questi rientrano il collegamento tra via Zandonai e via Filos e quello fra la ciclabile di via Pio Tamanini e il percorso previsto nell’area delle Masere.
Sono aggiornate anche la destinazione di parcheggi e aree pubbliche, la rappresentazione del piazzale Stolcis (il parcheggio della Trento-Malé), alcune viabilità comunali e le previsioni riguardanti il polo scolastico e la piscina. Vincoli ormai superati vengono eliminati, riportando le aree alla loro destinazione effettiva.
Cambi di coltura e richieste di inedificabilità
La cartografia recepisce anche numerosi cambi di coltura già autorizzati e realizzati, soprattutto nelle zone collinari di Pressano e Sorni, dove alcuni terreni precedentemente classificati come bosco sono stati trasformati in aree agricole, in particolare vigneti.
Sono state inoltre esaminate le richieste presentate dai proprietari per rendere temporaneamente inedificabili alcuni terreni. Tre richieste sono state accolte: il vincolo di inedificabilità avrà una durata di dieci anni, come previsto dalla normativa provinciale.
Sicurezza e attività a rischio di incidente rilevante
Tra gli aggiornamenti più rilevanti rientra la rappresentazione delle fasce di attenzione attorno agli stabilimenti soggetti alla normativa sulle attività a rischio di incidente rilevante.
La variante recepisce le cosiddette “fasce di isodanno”, individuate sulla base della normativa derivata dalla direttiva europea Seveso. La loro introduzione nel PRG non segnala la presenza di un nuovo rischio, ma consente di riportare nello strumento urbanistico le aree già considerate dai piani di sicurezza e di emergenza.
Sono stati aggiornati anche gli elenchi dei siti interessati da procedimenti di bonifica, distinguendo fra aree ancora sottoposte a intervento, siti bonificati e aree risultate non contaminate.
«Le norme che applichiamo oggi nascono anche dalle lezioni apprese dopo gravi incidenti industriali – ha ricordato il sindaco –. Inserire correttamente queste informazioni nel Piano regolatore significa rendere più chiaro il quadro urbanistico e rafforzare gli strumenti di prevenzione e sicurezza».
Recupero dei sottotetti e tutela del suolo
La variante recepisce inoltre la nuova disciplina provinciale sul recupero dei sottotetti negli edifici situati fuori dai centri storici. Il Comune ha scelto di non escludere questa possibilità, ritenendola coerente con l’obiettivo di recuperare il patrimonio edilizio esistente e limitare il consumo di nuovo suolo.
La disciplina dei centri storici sarà invece affrontata con una variante specifica. L’amministrazione ha già annunciato l’intenzione di avviare un approfondimento dedicato non soltanto alle sopraelevazioni, ma anche alle distanze, alle caratteristiche degli edifici e alle altre disposizioni intervenute negli ultimi anni.
I prossimi passaggi
Quella approvata dal Consiglio comunale è la prima adozione della variante. Con il voto sono entrate in vigore le misure di salvaguardia sulle aree interessate.
Gli elaborati saranno pubblicati per trenta giorni dal 10 agosto, durante i quali chiunque abbia interesse potrà consultarli e presentare osservazioni. Parallelamente, la documentazione sarà trasmessa al Servizio urbanistica della Provincia autonoma di Trento.
Il Consiglio comunale sarà quindi chiamato alla seconda adozione, nella quale dovrà esaminare le osservazioni presentate dai cittadini e quelle formulate dagli uffici provinciali. Il procedimento si concluderà con l’approvazione definitiva da parte della Giunta provinciale.
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Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2026, 14:09