Descrizione
Le guerre jugoslave sono state i conflitti più vicini all’Italia dopo la Seconda guerra mondiale. Eppure, nella memoria collettiva, sembrano spesso lontane o sfocate. Venerdì 13 marzo alle 18.30 la Biblioteca di Lavis ospiterà Marzia Todero, che presenterà il suo libro Nell’inferno un sorriso. Jugoslavia 1991-2010. Storie d’amore, di guerra, di verità e giustizia (Ilmiolibro, 2025), un romanzo che attraversa i drammi della dissoluzione della Jugoslavia raccontandoli attraverso le vicende dei suoi protagonisti.
Il libro
Il libro nasce da un lungo lavoro di ricerca. «Dietro questo romanzo ci sono quasi dieci anni di studi e di incontri», racconta l’autrice. «Tutto è iniziato quasi per caso, mentre stavo lavorando a un testo teatrale che mi era stato commissionato. In quell’occasione mi sono avvicinata alla storia della guerra nell’ex Jugoslavia e mi sono resa conto che, pur essendo una guerra molto vicina a noi, in realtà sapevo pochissimo di quello che era accaduto davvero».
Da quella scoperta è partita un’indagine lunga anni, fatta di ricerche, testimonianze e viaggi. Il risultato è un romanzo che intreccia finzione e realtà storica. «Attraverso i personaggi viene raccontata la storia vera di quegli anni, anche se non viene mai citata direttamente», spiega Todero. «La grande storia emerge attraverso le vicende personali dei protagonisti: i loro incontri, le loro scelte, le loro paure».
Il cuore del libro è una relazione che attraversa il conflitto. La trama segue infatti una storia d’amore tra un uomo serbo e una donna musulmana, a cui si affianca la figura di una giornalista realmente esistita. «Tra questi tre personaggi nasce un rapporto molto forte», racconta l’autrice. «Poi la guerra li separa e il romanzo diventa anche una ricerca: un cercarsi attraverso il caos del conflitto»
Le guerre nei Balcani
Attraverso queste vicende personali il romanzo affronta anche una questione più ampia: il modo in cui ricordiamo le guerre che ci sono state vicine. «Spesso si pensa che la guerra nei Balcani sia lontana nel tempo, ma in realtà è stata allontanata», osserva Todero. «Molti aspetti di quel conflitto non sono stati raccontati fino in fondo. Nei telegiornali si parlava delle grandi stragi o dell’assedio di Sarajevo, ma tanti retroscena non sono mai stati portati davvero alla luce».
Nel libro un ruolo centrale è affidato alle donne. Non è una scelta casuale. «In tutte le guerre le principali vittime civili sono state le donne», sottolinea l’autrice. «Gli stupri sono sempre esistiti nei conflitti e per molto tempo sono stati considerati quasi effetti collaterali della guerra. Solo negli anni Novanta, con i processi internazionali legati alla guerra in Jugoslavia, lo stupro etnico è stato riconosciuto per la prima volta come crimine di guerra e contro l’umanità».
Raccontare queste storie significa quindi dare voce anche a chi spesso è rimasto in silenzio. «Accanto ai morti che tutti piangiamo», conclude Todero, «ci sono anche le sopravvissute alle guerre, donne che portano con sé storie terribili e spesso mai raccontate. Forse è arrivato il momento di ascoltarle».
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Ultimo aggiornamento: 10 marzo 2026, 10:57