Descrizione
Una delegazione del Comune di Lavis ha partecipato nei giorni scorsi a Colloredo di Monte Albano, in Friuli, alle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto del maggio 1976. È stato un momento di memoria e riconoscenza che ha rinnovato il legame nato allora tra le due comunità, quando un gruppo di giovani volontari lavisani partì poche ore dopo la scossa per portare aiuto alla popolazione colpita.
Alla trasferta hanno preso parte il sindaco di Lavis, Luca Paolazzi, la presidente del Consiglio comunale Lucia Tomasin e alcuni dei volontari di allora: Graziano Tomasin, Mario Grazioli, Flavio Corradini, Paolo Terzan e Marcello Rosa. Presente anche Roberto Molinaro, allora vicesindaco di Colloredo di Monte Albano e poi in seguito sindaco.
La delegazione lavisana è stata accolta dall’attuale sindaca del Comune friulano, Renza Baiutti, dalla Pro loco e dalla comunità locale. Nel corso delle due giornate sono stati visitati Colloredo e i territori vicini, con particolare attenzione agli interventi di recupero e ricostruzione realizzati dopo il sisma.
Il terremoto
Il terremoto del Friuli del 1976 fu una delle più gravi tragedie della storia italiana recente. Provocò circa mille vittime, migliaia di feriti e lasciò senza casa decine di migliaia di persone. In quelle ore drammatiche anche Lavis si mobilitò: in paese venne organizzata una raccolta di medicinali e una colonna di volontari partì con furgoni e auto private. Dopo il passaggio all’ospedale di Udine, dove furono consegnati i farmaci raccolti, il gruppo fu indirizzato proprio a Colloredo di Monte Albano.
Qui i volontari lavisani si misero a disposizione della comunità locale: montarono tende, offrirono supporto logistico, recuperarono beni dalle abitazioni danneggiate, contribuirono all’assistenza dei bambini e diedero una mano nelle prime necessità quotidiane.
Cinquant’anni dopo
Durante la cerimonia ufficiale, che si è svolta nella chiesa di Mels, frazione di Colloredo, il sindaco di Lavis ha ringraziato i volontari presenti, premiati con un ricordo, e ha rivolto un pensiero anche a chi non ha potuto partecipare alla trasferta e a chi oggi non c’è più, ma prese parte a quella pagina di solidarietà: tra loro Giancarlo Rosa, Camillo Nardelli, Elisabetta Vindimian, Franco Brugnara, Mauro Gadotti e Marco Sartori.
«Sono stati due giorni davvero molto intensi con al centro i ricordi di quei giorni», spiega il sindaco. «Colpisce ancora oggi la semplicità con cui quei giovani partirono da Lavis, animati da grandi valori e da uno spirito di solidarietà autentico. Quell’esperienza non servì soltanto ad aiutare una comunità colpita dal terremoto: creò legami, anche istituzionali, che durano ancora oggi».
«La delegazione lavisana ha dato molto a quel territorio, ma allo stesso tempo quel territorio seppe dare molto alla comunità lavisana. Il fatto di essere stati invitati a questa celebrazione cinquant’anni dopo testimonia la forza di quel rapporto e il valore della memoria condivisa tra comunità locali».
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Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026, 17:24