Descrizione
Quando la disabilità entra nella vita di una famiglia non chiede permesso. Arriva e basta: sfonda la porta e, da quel momento, cambia tutto. Si prende spazio, pretende attenzione, vuole una stanza tutta per sé.
È da questa esperienza diretta che nasce Cuori oltre gli ostacoli. Un viaggio nel paese della flessibilità (EricksonLive, 2025), il libro di Loredana Tanel che sarà presentato giovedì 19 febbraio alle 20.30 a Palazzo de Maffei, a Lavis, a ingresso libero, con la moderazione di Roshanthi Nicolò. Questa presentazione, proposta dal circolo culturale Lavistaperta, si inserisce nel ciclo “Libri all’orizzonte”, organizzato dal Comune di Lavis con la biblioteca.
Madre di una ragazza con disabilità, Tanel ha scelto di raccontare la sua storia e quella della sua famiglia per dare forma a un’esperienza profondamente privata, ma condivisa da molte persone. Quello che ne esce è un ritratto che dice molto anche della società in cui viviamo e che può aiutare a migliorare la sensibilità collettiva.
Il libro è costruito senza recriminazioni, per raccontare il percorso complicato di una vita che cambia e si trasforma. «Ho scritto per sensibilizzare», spiega l’autrice. «Ma ho cercato di rendere il racconto molto positivo e veramente speranzoso».
Nel libro prende dunque forma quello che Tanel definisce un “allenamento a ciò che non è ordinario”. «È una rincorsa continua verso ciò che per gli altri è normale: i ritmi, gli orari e la routine», racconta.
La parola chiave di questo percorso è “flessibilità”. «È qualcosa che si impara, si studia giorno dopo giorno, notte dopo notte, affrontando tutte le difficoltà». Nel racconto, la disabilità non coincide con la persona: è piuttosto una presenza che entra nella vita familiare e reclama il proprio spazio: esigendo appunto una stanza tutta per sé.
Accanto alla fatica, c’è anche quello che l’autrice dice di aver imparato direttamente dalla figlia: «Ci ha insegnato a mettere al primo posto ciò che conta davvero, a dare priorità alla salute e allo stare insieme. Abbiamo iniziato a gioire per ogni piccolo traguardo».
La decisione di scrivere è maturata nel tempo, anche grazie all’incontro con le storie di altri genitori. «Ho letto moltissime autobiografie e mi hanno fatto sentire meno sola. A quel punto ho pensato di condividere anche la mia», spiega.
Il libro nasce anche come gesto pubblico, come invito a comprendere più da vicino cosa significhi vivere la disabilità e cosa accada dentro famiglie troppo spesso invisibili. Perché, dice Tanel, c’è un sentimento che ritorna spesso e attraversa molte esperienze: «quello che accomuna i genitori e i ragazzi con fragilità è la solitudine».
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Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2026, 09:04