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“Me ne frego”, a Lavis lo spettacolo di Renzo Fracalossi per la Giornata della Memoria

Venerdì 6 febbraio alle 20.30 all’Auditorium l’attore e ricercatore racconta le storie dei “Giusti”, uomini e donne che durante la Shoah scelsero di non voltarsi dall’altra parte. Ingresso gratuito

Data :

4 febbraio 2026

“Me ne frego”, a Lavis lo spettacolo di Renzo Fracalossi per la Giornata della Memoria
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Sarà Renzo Fracalossi il protagonista dello spettacolo teatrale “Me ne frego. Essere o non essere indifferenti”, in programma venerdì 6 febbraio alle 20.30 all’Auditorium di Lavis, con ingresso gratuito. L’appuntamento conclude il calendario delle iniziative per la Giornata della Memoria, promosso dal Comune di Lavis in collaborazione con la biblioteca comunale.

Lo spettacolo è un racconto civile che intreccia storia, memoria e attualità, mettendo al centro non tanto le vittime della Shoah, quanto le figure meno conosciute di coloro che seppero opporsi all’indifferenza e salvare vite umane. «È uno spettacolo sui salvatori più che sui salvati – spiega Fracalossi – su persone normalissime che, a un certo punto, hanno fatto prevalere l’umanità rispetto alla paura, alla politica, al conformismo».

In scena prendono forma storie provenienti da diversi Paesi, accomunate dal coraggio di chi scelse di non voltarsi dall’altra parte. Tra queste anche quella di un trentino, don Guido Bortolomaeotti, sacerdote riconosciuto Giusto tra le Nazioni per aver ospitato nella canonica di Cloz l’ingegnere Augusto Rovighi, di origine ebraica, tra il 1943 e il 1945 per proteggerlo dalla deportazione nazista.

«Sono le cosiddette “mosche bianche” – prosegue l’autore – le eccezioni che confermano la regola. Milioni di persone finsero di non vedere, ma ci furono anche pochi che videro e agirono. Raccontare queste storie serve a ricordare che una scelta individuale è sempre possibile».

Lo spettacolo si chiude con uno degli episodi più emblematici e meno noti della resistenza civile al nazismo: la protesta delle donne della Rosenstraße a Berlino, che nel 1943 manifestarono davanti alla sede della Gestapo per ottenere la liberazione dei mariti ebrei arrestati. Una protesta che, contro ogni previsione, ebbe successo. «In piena guerra, ci voleva un coraggio straordinario – sottolinea Fracalossi – ed è una storia che dimostra come, anche nel momento più buio, possano accendersi delle luci».

Accanto alla dimensione storica, lo spettacolo vuole parlare anche al presente. «Viviamo in un’epoca di sovrastimolazione e disattenzione – osserva Fracalossi – e rischiamo di diventare indifferenti ai drammi del mondo. Oggi siamo concentrati su alcune tragedie, ma ne dimentichiamo altre. L’indifferenza resta una delle grandi questioni del nostro tempo».

Ricercatore e divulgatore, Fracalossi si occupa da oltre quarant’anni di antisemitismo, Shoah e storia locale. «Questo testo nasce da decenni di studi – conclude – da appunti accumulati nel tempo su figure poco note, spesso assenti dalla narrativa e dal cinema. Ho sentito che era arrivato il momento di raccontarle».

Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2026, 08:16

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