Descrizione
Alla fine sono stati i Ghostbusters Riccardo, Martino e Alessio a trionfare al carnevale 2026 di Lavis. Sono arrivati primi sia nella classifica generale, sia in quella delle maschere più sostenibili. Menzione d’onore anche per i “Crazy lego”, premiati invece come migliori maschere artigianali.
Si è chiusa così la “Zobia Grassa” di quest’anno, tenuta a battesimo come sempre dalla Pro loco e dal Comune di Lavis. Durante la giornata, decine di volontari hanno permesso alla festa di svolgersi con il consueto successo. Fra la piazza delle Suore canossiane e il giardino della scuola d’infanzia, il gruppo alpini locale e l’Unione sportiva Lavis hanno servito la pasta al ragù (con anche una variante senza glutine).
In totale sono stati serviti 180 chili di pasta e 150 chili di sugo.
La sfilata
Il momento clou è stato però, nel cuore del pomeriggio, la sfilata dei gruppi mascherati e dei carretti artigianali. Da piazza Battisti, lungo via Roma e via Matteotti, dove era allestito il palco. La giuria era guidata dal vicesindaco Luca Zadra e composta anche da Alessio Comper di Asia (l’azienda speciale per l’igiene ambientale) e dall’architetto Lorenzo Labalestra.
La sfilata è stata aperta, per la prima volta, da un gruppo mascherato della casa di riposo (fuori concorso). Hanno raccontato di rappresentare «la terza giovinezza» e di aver scelto, come tema, quello delle emozioni.
Come è ovvio per Carnevale, la creatività ha ispirato anche tutti gli altri gruppi mascherati e carretti. Nell’ordine: “Caffè Lavista”, che rappresentava il momento solenne del caffè. Il carretto è stato creato utilizzando pannelli di legno e plastica, il tutto rigorosamente riciclato.
Poi: il carretto voluto dal piccolo Filippo, con il sogno di diventare pompiere. La mamma si è vestita da fuoco e il papà da acqua.
“Laviscraft” prendeva ispirazione dal famoso videogioco Minecraft, con i cartoni che sono stati dipinti con i colori a tempera. I Ghostbusters – che hanno poi vinto – hanno disinfestato Lavis dai fantasmi. La struttura del loro carretto è stata costruita con scarti di cartone e di legno, mentre tutto quello che c’è sul tetto e sugli zaini è costituito da barattoli delle palline da tennis, coperchi, lattine e pezzi di giochi smontati. Il meccanismo con l’antenna che si muove è stato ricavato dal motore di una gru giocattolo.
A seguire, il “Full metal carret”, ispirato al movimento pacifista che contestava la guerra del Vietnam. Poi “l’Eurobus” del servizio politiche giovanili, con ragazzi provenienti da varie nazioni d’Europa. I “gallici”, ovvero una famiglia (Letizia, Stefano, Gabriele, Michele e Rebecca) che hanno inscenato Asterix e Obelix. Compreso il nuovo arrivato in famiglia, di appena tre settimane.
Il gruppo “Crazy lego” ha celebrato “un gioco che attraversa tempo”, mentre “la coppia del bucato” (nonno Carlo e la nipote Carlotta) hanno cercato di unire passato e presente: “Come si lavavano i vestiti un tempo e come si lavano ora?”. «Volevamo creare un legame tra generazioni diverse», hanno spiegato. «I nostri costumi rappresentano un lavatoio e una lavatrice e per realizzarli sono stati utilizzati vari materiali di recupero come scatoloni, coperchi, tappi, fustini, tubi, vestiti riciclati e una bacinella vecchia».
La classifica finale
Dunque, nelle tre classifiche, “Crazy lego” ha vinto fra le maschere artigianali e i “Ghostbusters” fra i carretti più sostenibili. Nella classifica generale, terzi i “Caffè Lavista”, secondi gli “Eurobus” e primi ancora i “Ghostbusters”.
«Il momento del carnevale è da sempre legato alla gioia – ha detto il Vicesindaco ed assessore ai rapporti con la Pro Loco, Luca Zadra – Siamo grati alla Pro Loco e alle associazioni, così come a tutti i volontari, che ogni anno fanno rivivere questo importante appuntamento sia a Lavis ma anche nelle frazioni. È stata una festa per tutti, un momento dove la comunità si è unita».
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Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2026, 08:34