Descrizione
Come si costruisce un dialogo tra Paesi con interessi contrapposti? Quali strumenti permettono di affrontare una crisi, mantenere aperto un negoziato, trovare uno spazio di mediazione? Sono domande che riguardano da vicino il nostro tempo e che sabato 17 ottobre arriveranno a Palazzo De Maffei a Lavis, dove si terrà la prima edizione del Festival della diplomazia. Una giornata a ingresso libero che riunirà diplomatici con una lunga esperienza internazionale e studiosi dell’Università di Trento, offrendo al pubblico l’occasione di confrontarsi con chi ha rappresentato l’Italia all’estero e con chi studia le relazioni fra popoli, istituzioni e Stati.
L’iniziativa è promossa da NAMEPES (North African, Middle East & Persian Studies), in collaborazione con il Comune di Lavis, nell’ambito del Piano Giovani di Zona. Al centro del progetto c’è anche il coinvolgimento delle nuove generazioni: il percorso di preparazione del festival ha previsto la costituzione di un comitato giovanile, che ha contribuito all’organizzazione, alla comunicazione, all’accoglienza degli ospiti e alla preparazione delle domande per gli incontri. Un modo per avvicinare i ragazzi all’attualità internazionale attraverso un’esperienza concreta di partecipazione.
Il festival a Lavis
«Per un giorno Lavis diventa un luogo da cui guardare il mondo e interrogarsi sul suo futuro: ne siamo orgogliosi», sottolinea Caterina Pasolli, assessora all’istruzione e alle politiche giovanili del Comune di Lavis. «L’iniziativa nasce da un gruppo di giovani, ed è un aspetto a cui teniamo particolarmente. Spesso si raccontano le nuove generazioni come distratte o disinteressate a ciò che accade intorno a loro. Qui vediamo il contrario: ragazzi e ragazze che vogliono capire, fare domande e creare occasioni di confronto per tutta la comunità. Il programma mette in relazione il dialogo tra gli Stati con la mediazione dei conflitti nella nostra scuola: esperienze diverse, accomunate dalla necessità di ascoltare, comprendere le ragioni degli altri e cercare soluzioni condivise».
«Le grandi questioni internazionali possono sembrare lontane dalla vita di un paese, ma le loro conseguenze ci riguardano ogni giorno», aggiunge il sindaco Luca Paolazzi. «Ospitare a Lavis diplomatici e studiosi di questo livello significa offrire a tutti strumenti per comprendere meglio il presente».
«In una fase storica segnata da guerre, tensioni geopolitiche e profonde trasformazioni degli equilibri internazionali, riscoprire il valore della diplomazia è più che mai necessario. La diplomazia non è soltanto uno strumento di politica estera, ma una cultura del dialogo, della conoscenza e della capacità di comprendere le ragioni dell'altro», spiega Pejman Bijan, professore associato all’Università di Trento e direttore di NAMEPES, promotore del Festival della Diplomazia. «Con questa prima edizione vogliamo portare a Lavis l'esperienza di grandi protagonisti della diplomazia italiana e il contributo del mondo accademico, creando un’occasione di confronto aperta ai cittadini e soprattutto alle nuove generazioni. La nostra ambizione è che il Festival della Diplomazia diventi un appuntamento stabile, capace di collegare il territorio trentino ai grandi dibattiti internazionali».
«Un ringraziamento particolare va anche ai nostri partner, BTS – Banca Trentino Südtirol, main partner del Festival, Cantina La Vis e Hotel Sartori, hospitality partner, che con il loro prezioso sostegno hanno dimostrato come le eccellenze economiche del territorio possano contribuire concretamente alla promozione della cultura, del dialogo e dell'apertura internazionale del Trentino».
Il programma
Ad aprire i lavori, alle 10.30, saranno i saluti dello stesso sindaco Luca Paolazzi e di Pejman Bijan, direttore di NAMEPES e professore associato all’Università di Trento. Il programma si articolerà in quattro incontri, passando dall’esperienza delle ambasciate alla mediazione fra compagni di scuola, dalle radici storiche del dialogo alle sfide contemporanee.
Alle 10.50, il primo appuntamento, «Comprendere la diplomazia», metterà a confronto due protagonisti della politica estera italiana: Ludovico Ortona e Anna della Croce di Dojola. Entrato in carriera nel 1967, Ortona è stato ambasciatore d’Italia a Lisbona, Teheran e Parigi, direttore generale per i Paesi delle Americhe alla Farnesina e capo dell’ufficio stampa del presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Anna della Croce di Dojola è stata tra le prime donne a entrare nella carriera diplomatica italiana, dopo aver superato il concorso nel 1967. Ha ricoperto gli incarichi di ambasciatrice in Svezia, inviata speciale del ministro degli Esteri per l’Afghanistan e console generale a Filadelfia.
Dalle 12 alle 12.30, lo sguardo si sposterà sul territorio con «Diplomazia a scuola». I docenti della scuola secondaria di primo grado di Lavis presenteranno un contributo dedicato al servizio di mediazione dei conflitti tra pari, che accompagna i giovani nelle prime esperienze di ascolto e composizione dei contrasti.
La ripresa pomeridiana, alle 14, sarà dedicata a «Le radici del dialogo», con Pejman Bijan ed Elena Franchi. Bijan è professore associato di Studi mediorientali all’Università di Trento e visiting scholar all’Università della California a Berkeley per il 2025-2026. I suoi studi riguardano in particolare la politica iraniana, la sicurezza del Medio Oriente e la geopolitica del Golfo Persico.
Franchi è professoressa ordinaria di Storia greca all’Università di Trento e responsabile del progetto europeo FeBo, finanziato dal Consiglio europeo della ricerca e dedicato al federalismo e alla gestione dei confini nella Grecia antica
L’ultimo incontro, dalle 15.10 alle 16.10, affronterà il tema «Dialogare nel mondo contemporaneo» con l’ambasciatore Francesco Maria Talò e il giurista Giuseppe Nesi. Talò è inviato speciale italiano per il corridoio economico India-Medio Oriente-Europa, noto come IMEC, e consigliere del ministro della Difesa. È stato rappresentante permanente dell’Italia presso la NATO, ambasciatore in Israele, console generale a New York e consigliere diplomatico della presidente del Consiglio.
Nesi, professore ordinario di Diritto internazionale all’Università di Trento, è membro della Commissione del diritto internazionale delle Nazioni Unite, con mandato 2023-2027. È stato consigliere giuridico del presidente dell’Assemblea generale dell’ONU.

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Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2026, 21:09