Descrizione
Pronunciare il proprio sì nella cornice del Giardino dei Ciucioi, tra vegetazione e architetture romantiche: a Lavis questa possibilità diventa concreta. La giunta comunale ha approvato nella seduta del 5 ottobre l’individuazione del primo terrazzamento del Giardino Bortolotti, detto dei Ciucioi, come sede per celebrare matrimoni con rito civile e costituire unioni civili.
La decisione nasce dalle richieste dei cittadini, sempre più interessati a celebrare questi momenti anche al di fuori del municipio, in luoghi di particolare valore storico e paesaggistico. Il giardino si aggiunge così a Palazzo De Maffei, già individuato nel 2020 come sede esterna per le cerimonie.
Per rendere possibili le celebrazioni, la delibera istituisce ai Ciucioi un ufficio separato di stato civile, destinato esclusivamente a questa funzione. Lo spazio utilizzabile sarà il primo terrazzo del complesso, in vicolo dei Ciucioi, mentre gli orari saranno concordati di volta in volta con l’ufficio di stato civile del Comune. Seguirà a breve una nuova delibera che definirà le indicazioni operative e le tariffe per le celebrazioni.
La scelta lega una nuova opportunità per le coppie alla valorizzazione di uno dei luoghi più riconoscibili di Lavis. Nato nell’Ottocento dalla visione di Tommaso Bortolotti, il giardino si sviluppa sulle pendici del Doss Paion attraverso una successione di terrazze, dove elementi vegetali e costruzioni compongono un paesaggio sorprendente. La facciata di una chiesa neogotica, logge e merlature fanno parte di un insieme nel quale architettura e natura si intrecciano.
Riaperto alle visite nel 2019 dopo un lungo recupero, il giardino ha ricevuto proprio in questi giorni una nuova attenzione nazionale: AD Italia, l’edizione italiana della rivista Architectural Digest, lo ha inserito fra dieci giardini esoterici e visionari da scoprire nel Paese, accanto a luoghi come il Sacro Bosco di Bomarzo e il Giardino dei Tarocchi. La possibilità di ospitare matrimoni e unioni civili aggiunge ora un nuovo capitolo alla vita di questo patrimonio della comunità.
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Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2026, 21:02